Rainbow MagicLand · scolpitura a tutto tondo · 2011
Statue Winx
Le sei fate di Alfea scolpite a tutto tondo: dalla creta al pezzo patinato, sei mesi di lavoro nei laboratori.
Dietro le quinte
Una fata, sei passaggi.
La produzione di una statua Winx attraversa sei fasi standard del nostro laboratorio: (1) studio del personaggio sul materiale ufficiale Rainbow — pose, proporzioni, costume, palette; (2) armatura interna in acciaio che regge il peso e fissa la posa; (3) scolpitura in argilla creta a tutto tondo, controllo del dettaglio fino all'espressione del viso e alla piega della gonna; (4) calco in gomma siliconica a doppia parete, separato in tre o quattro segmenti per poter aprire lo stampo; (5) colata in vetroresina stratificata su anima in acciaio inox; (6) finitura e patinatura policroma a mano, una statua per volta. Lo stesso processo della scolpitura cinematografica tradizionale — ritratti, statue di santi, busti d'epoca — applicato al cartone animato del 2004.
sei mesi una statua per ciascuna delle sei fate · Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna, Aisha · ognuna scolpita da zero, pose dinamiche tutte diverse
a vetroresina modellate prima in argilla creta su anima d'acciaio · calco a doppia parete in gomma siliconica · colata stratificata in vetroresina
a mano una statua per volta, colore per colore · l'eredità diretta dei ritratti policromi della scuola romana di Cinecittà
Scheda tecnica
Tutti i dati di produzione
- Tipologia
- Sei statue a tutto tondo · scolpitura artistica · finitura policroma
- Localizzazione
- Rainbow MagicLand · Valmontone (Roma) · installate all'ingresso del parco e nelle piazze attorno al Castello di Alfea
- Commissione
- Rainbow Spa di Iginio Straffi · 2010-2011 · per l'apertura del parco
- Soggetti
- Le sei fate del Winx Club di Iginio Straffi: Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna, Aisha
- Tecniche
- Scolpitura in argilla creta · calco in gomma siliconica · colata in vetroresina su anima in acciaio inox · finitura e patinatura a mano
- Palette brand
- Rosa fucsia (costumi) · verde (Flora) · viola e oro (Tecna) · blu acqua (Aisha) · giallo (Stella) · rosso (Bloom) · grigio antracite (Musa)
- Eredità tecnica
- I ritratti policromi della scuola romana — la tradizione di Cinecittà degli anni Sessanta, applicata al brand di un cartone animato del 2004
- Apertura del parco
- 25 maggio 2011
- Rimozione dal parco
- 2019 in poi · con il cambio di proprietà a Pillarstone Italy (KKR) e l'uscita del brand Winx dal parco
- Cluster
- Parte di Rainbow MagicLand
- Il nostro ruolo
- Realizzazione integrale delle sei statue a tutto tondo: dallo studio del personaggio sulle bibbie grafiche Rainbow alla scolpitura in argilla, al calco, alla colata in vetroresina su anima d'acciaio, alla patinatura policroma a mano. Sei pezzi unici, sei mesi di lavorazione, una statua per ciascuna delle Winx. Le foto del nostro archivio documentano la scolpitura in argilla e la finitura nei laboratori, davanti al logo Winx Club della committente.
- Vita seconda
- Statue rimosse dal parco a partire dal 2019 con il cambio di proprietà a Pillarstone Italy (KKR) e l'uscita del brand Winx · alcune conservate per archivio, altre dismesse · resta la tecnica di ritratto policromo della scuola romana
Vita seconda
Quando una statua
scompare con il brand.
Le sei fate Winx — Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna, Aisha — sono state in scena al parco dal 25 maggio 2011 fino al 2019: otto anni come volto visivo del Rainbow MagicLand all'ingresso e nelle piazze intorno al Castello di Alfea. Quando nel 2019 Iginio Straffi cede Rainbow Spa e il parco passa sotto la gestione Pillarstone Italy (KKR), il brand Winx esce dal parco e le statue vengono rimosse — insieme al marchio.
È un destino opposto a quello delle casette PopPixie, che invece sopravvivono ai cambi di proprietà perché funzionano come infrastruttura di gioco per i bambini. Le statue Winx sono solo iconografia, e quando il brand scompare, scompaiono con lui.
Per noi, però, la tecnica resta. Le sei statue Winx sono state un esercizio puro di ritratto policromo della scuola romana di Cinecittà applicato al brand di un cartone animato del 2004. La stessa tecnica torna nei ritratti per l'allestimento di Ferretti per Labirinto Fellini, negli scenografi di Cinecittà World, e in tutti gli altri progetti in cui serve un volto credibile a misura di visitatore.