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Marino · Roma · IT

Dal 1981 / Creation Art 2000

Cinema · 2002

Pinocchio

Un borgo toscano ottocentesco, costruito dentro una fabbrica chimica dismessa.

Storia
Edificio scenografico monumentale eretto dentro il teatro di posa dell'ex-stabilimento di Papigno, accanto alle strutture industriali originarie
Una casa ottocentesca nel teatro di posa di Papigno
Portale ad arco e facciate dipinte del borgo toscano costruito a Papigno, con un'impalcatura tecnica visibile attraverso l'arco
Il portale d'ingresso del villaggio
Torre medievale toscana ricostruita in pietra finta a Papigno, accanto al cartellone della Sangemini
Una torre medievale alla San Gimignano
Doppia facciata in finta pietra medievale, intonaco lavorato a mano per simulare ottant'anni di patina ottocentesca
Due facciate in pietra finta, lavorate a mano
Torre civica a tre piani in stile toscano, ricostruita in scala uno a uno con mattoni dipinti e dettagli di intonaco
La torre civica del villaggio
Edificio toscano a due piani con persiana dipinta, intonaco invecchiato a strappo e portale in pietra
Le finiture, una a una, fatte in laboratorio

Dietro le quinte

Quattrocento milioni di lire
di carta vetrata e patina.

Pinocchio è uno dei film più costosi mai prodotti dal cinema italiano: quaranta-quarantacinque milioni di euro di budget. Donati pretende un'estetica precisa — la sua firma è inconfondibile, viene dalla scuola Fellini e Pasolini — e la traduce in palette saturate, intagli barocchi, dettagli che reggono il primo piano della cinepresa di Dante Spinotti. Creation Art lavora come un'orchestra: ventotto settimane di riprese davanti, otto mesi di pre-produzione dietro.

Strada acciottolata del villaggio toscano costruito a Papigno: facciate dipinte, vicoli stretti, prospettiva forzata per le riprese
Una strada del borgo toscano. Papigno (Terni), set ancora in piedi nel 2005.

La scala monumentale

Tre teatri di posa dello stabilimento di Papigno sono ricoperti dal borgo toscano in scala uno a uno: vicoli, piazze, una chiesa, il teatro di Mangiafuoco, una bottega del falegname Geppetto. Per il Paese dei Balocchi vengono costruiti 477 giocattoli di scena, ognuno modellato e dipinto a mano.

La firma di Donati

Danilo Donati arriva su Pinocchio dopo aver costruito l'iconografia di Otto e mezzo di Fellini, del Decameron di Pasolini, del Casanova felliniano. Cinquant'anni di scenografia barocca, satura, quasi onirica. Su Pinocchio la sua firma è la palette colorata: ocra, rossi pompeiani, azzurri ceruleani. CA traduce in materia ogni suo disegno.

La patina della favola

Niente "antico finto". Donati non vuole "vecchio che sembra antico" — vuole il tono della favola: colori intensi ma sottratti, polverosi come un libro illustrato per bambini di fine Ottocento. Le finiture si stratificano a strappo, a spugna, una passata di velatura alla volta, poi si carteggiano per "sottrarre" anziché aggiungere.

45 M€ budget di produzione · fra i più alti del cinema italiano dell'epoca
28 settimane di riprese · 8 mesi di pre-produzione
4.000 comparse in costume · 477 giocattoli costruiti a mano
Edificio del borgo con balconcino e persiane dipinte
Persiane e balconi. Le facciate del borgo con i dettagli che reggono il primo piano della cinepresa.
Vicolo stretto fra due edifici del villaggio toscano
Un vicolo. Prospettiva forzata, intonaco patinato per restituire ottant'anni di vita.
Palazzo a tre piani con balaustre in stile rinascimentale toscano
Un palazzo nobiliare. Il rinascimento toscano restituito in scala uno a uno.
Pinocchio davanti al pubblico del teatro di Mangiafuoco — folla in costume ottocentesco, parete in legno lavorato del set.
Il teatro di Mangiafuoco
Il portale ad arco del borgo toscano costruito a Papigno: dietro l'arco, una scala di servizio tradisce che siamo dentro un teatro di posa.
Il portale del borgo, dal di dentro
Torre medievale toscana ricostruita in pietra finta a Papigno, addossata alla parete dell'ex-stabilimento Sangemini.
Una torre, alla San Gimignano

È stato un film davvero disobbediente. Non c'era modo di educarlo.
Proprio come Pinocchio.

Roberto Benigni tuttobenigni.it, 2002

Vita seconda

Quattro anni dopo,
Benigni torna a Papigno.

Le foto del nostro archivio del set sono datate maggio 2005: il borgo è ancora in piedi, gli stessi vicoli, le stesse facciate. Roberto Benigni torna a Papigno per girare La Tigre e la Neve, il suo film successivo a Pinocchio, e usa gli stessi teatri di posa, gli stessi palazzi. Per qualche anno il borgo diventa un'attrazione visitabile come "Il Paese dei Balocchi"; oggi parte delle scenografie è stata trasferita a Cinecittà.

Una porzione del borgo toscano ancora in piedi a Papigno nel 2005, quattro anni dopo Pinocchio: facciate dipinte, prospettiva interna verso l'ex-fabbrica
Il borgo nel 2005.
Le scenografie del 2001 ancora in opera per La Tigre e la Neve. Foto: archivio Creation Art
Vista panoramica del villaggio scenografico costruito dentro l'ex-stabilimento elettrochimico di Papigno: facciate ottocentesche e architettura industriale che le contiene
Il borgo dentro la fabbrica.
Le architetture toscane sotto le travi dell'ex-elettrochimica. Foto: archivio Creation Art

Scheda tecnica

Il film italiano più costoso del 2002

Quaranta-quarantacinque milioni di euro di budget — uno dei film italiani più costosi mai prodotti fino ad allora. La Melampo Cinematografica di Benigni e Nicoletta Braschi porta la produzione a Papigno; Mario Cotone firma come produttore esecutivo.

Due David vinti, sei nomination

Pinocchio riceve sei nomination ai David di Donatello 2003. Due le vittorie: Migliore scenografia e Migliori costumi, entrambe a Danilo Donati — premi postumi, perché Donati era scomparso il 1° dicembre 2001, prima ancora che il film uscisse nelle sale. Nello stesso anno vince anche il Nastro d'Argento per la migliore colonna sonora di Nicola Piovani.

Il Paese dei Balocchi a mano

Per la scena del Paese dei Balocchi vengono costruiti 477 giocattoli di scena: cavallucci, tamburelli, marionette, soldatini, vasellame in scala. Ognuno modellato e dipinto a mano. Sotto la regia estetica di Donati, niente arriva da uno stampo industriale: tutto passa dalle botteghe.

Sei mesi di set

Le riprese principali iniziano il 25 giugno 2001 e durano ventotto settimane — di cui ventidue in teatro di posa a Papigno. Prima degli attori: otto mesi di pre-produzione, in cui i laboratori scenografici (Creation Art incluso) tirano su il borgo da zero. Dopo: altri otto mesi di post-produzione.

Tutti i dati di produzione
Tipologia
Lungometraggio cinematografico
Regia e interpretazione
Roberto Benigni
Sceneggiatura
Roberto Benigni · Vincenzo Cerami
Production designer / costumi
Danilo Donati (postumo)
Art direction
Marco Ficorella · Diego Maria Giorgetti
Direttore della fotografia
Dante Spinotti
Musica
Nicola Piovani
Cast principale
Roberto Benigni · Nicoletta Braschi · Carlo Giuffré · Kim Rossi Stuart
Produzione
Melampo Cinematografica · Mario Cotone produttore esecutivo
Riprese
25 giugno 2001 — fine 2001 · 28 settimane
Uscita
11 ottobre 2002 (Italia) · 25 dicembre 2002 (USA)
Location
Cinecittà Studios Papigno (Terni) · Castelfalfi · Manziana · Furbara · Malta
Il nostro ruolo
Elementi scenografici in vetroresina, gesso e legno: facciate del borgo toscano, archi, portali rinascimentali, struttura battistero ottagonale. Primo grande film tutto della propria azienda, dopo l'apertura nel 2000.
Riconoscimenti
6 nomination David 2003 (2 vinti: scenografia + costumi a Donati postumo) · Nastro d'Argento miglior colonna sonora (Piovani) · Ciak d'Oro miglior costume