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Marino · Roma · IT

Dal 1981 / Creation Art 2000

Cinema · 2002

Gangs of New York

Un quartiere intero di New York ottocentesca, tirato su a Cinecittà in tre mesi.

Storia
Panorama del set di Five Points in costruzione a Cinecittà
Five Points, vista d'insieme
Vetrine, balconate praticabili e palazzi popolari del set
Vetrine e balconate
Strada acciottolata e fronti edilizi della Bowery
La Bowery, posata pietra per pietra
Particolare di una facciata in stile federale: cornici classiche, infissi a piombo, intonaco patinato a mano
Stile federale, cornici a piombo
Mattoni dipinti e legno bruciato per la patina ottocentesca
Mattone dipinto, legno bruciato
Dettaglio di un edificio ad angolo della Bowery: cornici, infissi, intonaco invecchiato a mano
Angolo della Bowery, invecchiato a mano

Dietro le quinte

Mille e seicento metri
di set, sotto Scorsese.

Lavorare su Gangs of New York significa lavorare sotto un microscopio. Martin Scorsese dirige, con sei nomination Oscar già nel curriculum. Dante Ferretti firma la production design, allora già due volte premio Oscar. Il cast è hollywoodiano puro — DiCaprio, Day-Lewis, Diaz — e il budget supera i cento milioni di dollari. Su un set con queste pretese, ogni cornice, ogni intonaco, ogni infisso deve reggere il primo piano e la luce di Michael Ballhaus senza scrollare.

Saloon e general store del fronte sud di Five Points, ancora senza insegne e prop di scena. Set di Cinecittà, fine 2000.
Five Points a fine cantiere. Cinecittà, fine 2000 — le facciate del set prima delle carrozze, delle insegne, dei comparse.

La scala monumentale

Cinque isolati di Lower Manhattan in scala uno a uno, ricostruiti da zero su un lotto di 99 acri degli Studios. 1.600 metri di facciate, trenta edifici praticabili lungo Lower Broadway, la Tammany Hall, chiese, saloon, teatri, una casa borghese di Fifth Avenue, perfino una sezione di East River con due velieri reali galleggianti in una vasca da cantiere. Non un fondale: una città. Tre mesi di tempo.

La precisione filologica

Ferretti non vuole "un'idea di Ottocento": vuole il 1862 esatto. Cornici, modanature, capitelli, insegne sono tutti riferiti a calchi documentari della New York di metà secolo. Ogni cornice modellata a mano, ogni intonaco patinato a strato, ogni infisso forgiato come si forgiavano centocinquant'anni fa. La pretesa di Ferretti arriva al limite del filologico: imparare il Cinquecento per imparare il marmo, e l'Ottocento per imparare la patina.

La patina del vissuto

La sfida tecnica più dura non è costruire: è invecchiare. Ogni edificio deve raccontare ottant'anni di sole, fumo, polvere, pioggia. Niente verniciature uniformi, niente "nuovo che sembra vecchio". Le finiture si stratificano a strappo, a spugna, a candeggina, una passata alla volta — su 1.600 metri lineari. La luce di Ballhaus arriverà implacabile a millimetro: tutto quello che è finto deve sembrare avere ottant'anni di esistenza dietro.

1.600 m di facciate ottocentesche, scala 1:1
90 giorni di cantiere · ottobre — dicembre 2000
$100M budget di produzione, zero margine d'errore
Corte cieca con prospettiva forzata e prop di scena.
Prospettiva forzata. La corte cieca lavora le proporzioni per dare profondità a una scena ravvicinata.
Vie laterali del set, ancora prive del traffico di carrozze.
Le vie laterali. Pronte ad accogliere le quattromila comparse e i cavalli delle riprese principali.
Set in fase di consegna alla produzione Miramax.
La consegna. Pochi giorni prima delle riprese principali — la produzione prende possesso del set.
Day-Lewis cammina lungo Five Points illuminata di giorno, scritte "PRAISE" e "COAL" dipinte sui muri del set Cinecittà.
Five Points di giorno
Interno del Brewery: il grande tenement multipiano in legno con ballatoi affollati, lanterne, ponteggi — una delle scenografie più imponenti del film.
Il Brewery, tenement multipiano
Schiera dei Nativisti in cilindro su Five Points, set di Cinecittà.
I Nativisti schierati
Piazza innevata di Five Points vista dall'alto: palazzi in mattoni e baracche in legno, due bande contrapposte.
Paradise Square, vista wide
Le bande di Five Points contrapposte davanti alle case in legno della Bowery.
Le bande, davanti alla Bowery
La folla con le insegne "HARDWARE" sullo sfondo — uno dei wide shot iconici del film.
La rivolta, fronte Hardware
Cittadini in costume ottocentesco passeggiano per Five Points — sullo sfondo le facciate ancora in costruzione del set.
Cittadini di Five Points

Quando faccio un film, il mio obiettivo non è solo ricreare il passato — è immaginarlo, come se ci stessi vivendo dentro.

Dante Ferretti Smithsonian Magazine, 2002

Vita seconda

Vent'anni dopo,
ancora in piedi.

A oltre vent'anni di distanza, centocinquanta metri di facciate del set originale sono ancora a Cinecittà: si attraversano oggi nel percorso "Cinecittà si Mostra", aperto al pubblico dal 2011. Un'altra via parallela esiste a Castel Romano, al parco Cinecittà World inaugurato nel luglio 2014: Dante Ferretti, che del parco ha curato la direzione artistica, vi ha ridisegnato uno specchio della stessa Manhattan come main street d'ingresso. Due luoghi, una sola mano.

La via di Cinecittà World
Facciate di Lower Broadway ancora in piedi a Cinecittà: insegna 'St. Nicholas Hotel', balconcini e finestre del set scorsesiano fotografati nel percorso Cinecittà si Mostra.
St. Nicholas Hotel, oggi.
Le facciate originali del set di Lower Broadway al percorso "Cinecittà si Mostra". Foto: Jean-Pierre Dalbéra · CC BY 2.0
Panorama del set di Five Points / Lower Broadway ancora oggi a Cinecittà: edifici in legno, green screen di scena alle spalle, l'impianto rimasto del set scorsesiano.
Panorama del set, vista wide.
La porzione di Lower Broadway sopravvissuta — green screen di scena alle spalle, edifici in legno ancora in piedi. Foto: Flickr · CC BY 2.0

Scheda tecnica

Milleseicento metri di facciate ottocentesche

Su un lotto di circa quaranta ettari degli Studios di Cinecittà, Dante Ferretti fa ricostruire cinque isolati di Lower Manhattan in scala uno a uno — incluse la Tammany Hall, la chiesa, i teatri, i casinò, e una sezione di East River con due velieri reali galleggianti in una vasca da cantiere.

Trenta edifici praticabili

Lower Broadway è ricostruita con trenta edifici praticabili, ognuno con balconate accessibili al cast, infissi che si aprono davvero, scale interne utilizzabili. Le finiture decorative — cornici, modanature, infissi, patine — sono in larga parte uscite dai laboratori specializzati come il nostro.

Tre mesi di cantiere

Il cantiere a Cinecittà dura tre mesi, da fine 2000 a marzo 2001. Una piccola città si tira su dal nulla, ogni cornice modellata a mano, ogni intonaco patinato come fosse del 1862. Le riprese cominciano il 18 dicembre 2000 e si chiudono il 30 marzo 2001.

Dieci nomination Oscar 2003

Il film riceve dieci nomination ai Premi Oscar 2003, compresa quella per la Miglior Scenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo). Nello stesso anno Ferretti vince il Nastro d'Argento per la scenografia. Il budget complessivo del film: oltre cento milioni di dollari.

Tutti i dati di produzione
Tipologia
Lungometraggio cinematografico
Regia
Martin Scorsese
Production designer
Dante Ferretti — Francesca Lo Schiavo
Direttore della fotografia
Michael Ballhaus
Cast principale
Leonardo DiCaprio · Daniel Day-Lewis · Cameron Diaz · Liam Neeson
Produzione
Miramax Films · Touchstone Pictures
Riprese
18 dicembre 2000 — 30 marzo 2001
Uscita
20 dicembre 2002 (USA) · gennaio 2003 (Italia)
Location
Studios di Cinecittà — Roma
Il nostro ruolo
Artigianato decorativo, finiture e dettagli architettonici di set sotto la direzione di Dante Ferretti. Ivano Ferrario e la squadra che diventerà Creation Art (l'azienda nasce ufficialmente nel 2000) lavorano sul set di Five Points per tutta la durata delle riprese (dicembre 2000 — marzo 2001).
Riconoscimenti
10 nomination Oscar 2003 · Nastro d'Argento per la miglior scenografia