Cinema · 2002
Gangs of New York
Un quartiere intero di New York ottocentesca, tirato su a Cinecittà in tre mesi.
Dietro le quinte
Mille e seicento metri
di set, sotto Scorsese.
Lavorare su Gangs of New York significa lavorare sotto un microscopio. Martin Scorsese dirige, con sei nomination Oscar già nel curriculum. Dante Ferretti firma la production design, allora già due volte premio Oscar. Il cast è hollywoodiano puro — DiCaprio, Day-Lewis, Diaz — e il budget supera i cento milioni di dollari. Su un set con queste pretese, ogni cornice, ogni intonaco, ogni infisso deve reggere il primo piano e la luce di Michael Ballhaus senza scrollare.
La scala monumentale
Cinque isolati di Lower Manhattan in scala uno a uno, ricostruiti da zero su un lotto di 99 acri degli Studios. 1.600 metri di facciate, trenta edifici praticabili lungo Lower Broadway, la Tammany Hall, chiese, saloon, teatri, una casa borghese di Fifth Avenue, perfino una sezione di East River con due velieri reali galleggianti in una vasca da cantiere. Non un fondale: una città. Tre mesi di tempo.
La precisione filologica
Ferretti non vuole "un'idea di Ottocento": vuole il 1862 esatto. Cornici, modanature, capitelli, insegne sono tutti riferiti a calchi documentari della New York di metà secolo. Ogni cornice modellata a mano, ogni intonaco patinato a strato, ogni infisso forgiato come si forgiavano centocinquant'anni fa. La pretesa di Ferretti arriva al limite del filologico: imparare il Cinquecento per imparare il marmo, e l'Ottocento per imparare la patina.
La patina del vissuto
La sfida tecnica più dura non è costruire: è invecchiare. Ogni edificio deve raccontare ottant'anni di sole, fumo, polvere, pioggia. Niente verniciature uniformi, niente "nuovo che sembra vecchio". Le finiture si stratificano a strappo, a spugna, a candeggina, una passata alla volta — su 1.600 metri lineari. La luce di Ballhaus arriverà implacabile a millimetro: tutto quello che è finto deve sembrare avere ottant'anni di esistenza dietro.
Quando faccio un film, il mio obiettivo non è solo ricreare il passato — è immaginarlo, come se ci stessi vivendo dentro.
Vita seconda
Vent'anni dopo,
ancora in piedi.
A oltre vent'anni di distanza, centocinquanta metri di facciate del set originale sono ancora a Cinecittà: si attraversano oggi nel percorso "Cinecittà si Mostra", aperto al pubblico dal 2011. Un'altra via parallela esiste a Castel Romano, al parco Cinecittà World inaugurato nel luglio 2014: Dante Ferretti, che del parco ha curato la direzione artistica, vi ha ridisegnato uno specchio della stessa Manhattan come main street d'ingresso. Due luoghi, una sola mano.
La via di Cinecittà World
Le facciate originali del set di Lower Broadway al percorso "Cinecittà si Mostra". Foto: Jean-Pierre Dalbéra · CC BY 2.0
La porzione di Lower Broadway sopravvissuta — green screen di scena alle spalle, edifici in legno ancora in piedi. Foto: Flickr · CC BY 2.0
Scheda tecnica
Milleseicento metri di facciate ottocentesche
Su un lotto di circa quaranta ettari degli Studios di Cinecittà, Dante Ferretti fa ricostruire cinque isolati di Lower Manhattan in scala uno a uno — incluse la Tammany Hall, la chiesa, i teatri, i casinò, e una sezione di East River con due velieri reali galleggianti in una vasca da cantiere.
Trenta edifici praticabili
Lower Broadway è ricostruita con trenta edifici praticabili, ognuno con balconate accessibili al cast, infissi che si aprono davvero, scale interne utilizzabili. Le finiture decorative — cornici, modanature, infissi, patine — sono in larga parte uscite dai laboratori specializzati come il nostro.
Tre mesi di cantiere
Il cantiere a Cinecittà dura tre mesi, da fine 2000 a marzo 2001. Una piccola città si tira su dal nulla, ogni cornice modellata a mano, ogni intonaco patinato come fosse del 1862. Le riprese cominciano il 18 dicembre 2000 e si chiudono il 30 marzo 2001.
Dieci nomination Oscar 2003
Il film riceve dieci nomination ai Premi Oscar 2003, compresa quella per la Miglior Scenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo). Nello stesso anno Ferretti vince il Nastro d'Argento per la scenografia. Il budget complessivo del film: oltre cento milioni di dollari.
Tutti i dati di produzione
- Tipologia
- Lungometraggio cinematografico
- Regia
- Martin Scorsese
- Production designer
- Dante Ferretti — Francesca Lo Schiavo
- Direttore della fotografia
- Michael Ballhaus
- Cast principale
- Leonardo DiCaprio · Daniel Day-Lewis · Cameron Diaz · Liam Neeson
- Produzione
- Miramax Films · Touchstone Pictures
- Riprese
- 18 dicembre 2000 — 30 marzo 2001
- Uscita
- 20 dicembre 2002 (USA) · gennaio 2003 (Italia)
- Location
- Studios di Cinecittà — Roma
- Il nostro ruolo
- Artigianato decorativo, finiture e dettagli architettonici di set sotto la direzione di Dante Ferretti. Ivano Ferrario e la squadra che diventerà Creation Art (l'azienda nasce ufficialmente nel 2000) lavorano sul set di Five Points per tutta la durata delle riprese (dicembre 2000 — marzo 2001).
- Riconoscimenti
- 10 nomination Oscar 2003 · Nastro d'Argento per la miglior scenografia