Fondazione Alda Fendi · Palazzo Rhinoceros · Roma · settembre 2018
Rhinoceros apud saepta.
Il rinoceronte bianco a grandezza naturale scolpito nei nostri laboratori per la Fondazione Alda Fendi Esperimenti: il manifesto visivo del Palazzo di Jean Nouvel al Velabro, inaugurato sotto l'Arco di Giano.
Dietro le quinte · le tre letture del rinoceronte
Tre messaggi
in un solo animale.
Curi e Fendi non chiedono un soggetto qualunque. Il rinoceronte — animale enorme, primitivo, dalla corazza spessa e dal carattere indipendente — condensa tre letture sovrapposte: il rimando alla Roma imperiale, la metafora dell'arte contemporanea, il landmark urbano per il Velabro.
1 · La Roma imperiale
Il posizionamento non è casuale: accanto all'Arco di Giano e al Foro Boario. Nell'antica Roma imperiale, i rinoceronti erano tra gli animali esotici più rari e spettacolari portati in città dalle terre più lontane per stupire il popolo durante i giochi (lo scrive Svetonio). Mettere un rinoceronte gigante lì oggi serve a ricreare quel senso di stupore di duemila anni fa.
2 · La metafora dell'arte
Per la Fondazione il rinoceronte è la metafora perfetta dell'arte contemporanea: forza primitiva, anticonformista, ama gli spazi aperti e non si lascia addomesticare. «Le cose non sono come appaiono»: nonostante la corazza aggressiva, è un erbivoro pacifico — spinge l'osservatore ad andare oltre la prima impressione, che è il compito principale dell'arte.
3 · Il landmark urbano
Da un punto di vista pratico, la statua è un landmark: un punto di riferimento visivo di forte impatto. In una zona monumentale densa di storia, quel tocco surrealista salta subito all'occhio dei passanti, invitandoli a fermarsi, fare domande, entrare a scoprire la galleria d'arte gratuita all'interno del palazzo di Nouvel.
1:1
la scala — rinoceronte bianco a grandezza naturale (fino a 4 m di lunghezza)
3.500 m²
la metratura del polo culturale di Palazzo Rhinoceros riprogettato da Jean Nouvel
Storaro
il premio Oscar Vittorio Storaro alle luci dell'inaugurazione e dell'Arco di Giano
Vita seconda
Il «custode» residente
del palazzo.
Finito l'evento inaugurale e la performance sotto l'Arco di Giano, il rinoceronte non è stato smontato: è diventato il «custode» residente permanente di Palazzo Rhinoceros. Spostato dalla strada per essere tutelato, oggi si trova — a seconda della programmazione artistica — o nella Rhinoceros Gallery al piano terra, o trasferito all'ultimo piano sulla spettacolare terrazza panoramica del RoofBar dove accoglie i visitatori tra i tavoli.
La programmazione artistica della Fondazione è entrata nel palazzo subito dopo l'apertura, con la mostra Istantanee dell'Assurdo — dedicata al drammaturgo Eugène Ionesco e alla sua celebre opera teatrale «Il Rinoceronte» del 1959. Il cerchio si chiude: il rinoceronte non è solo un'iconografia animale, è la metafora ionesciana della massa che si trasforma, della corazza che cresce sulle persone.
Le tecniche di scultura monumentale animaliera applicate qui sono entrate nel nostro repertorio standard per altri progetti analoghi — il King Kong di Carthageland, il drago di Maleficent, le statue Winx di Rainbow MagicLand.
Scheda tecnica
Tutti i dati di produzione
- Tipologia
- Scultura monumentale a grandezza naturale per polo culturale · evento inaugurale + installazione permanente
- Committente
- Fondazione Alda Fendi · Esperimenti · attiva sui progetti culturali della città di Roma dal 2001
- Sede
- Palazzo Rhinoceros · Velabro · Roma · fra Arco di Giano e Palatino, di fronte al Foro Boario
- Architettura del polo
- Jean Nouvel · premio Pritzker · recupero e riprogettazione di un complesso barocco di 3.500 m²
- Direzione artistica del rinoceronte
- Raffaele Curi · direttore artistico della Fondazione Alda Fendi
- Illuminazione inaugurale
- premio Oscar Vittorio Storaro (e Francesca Storaro) — luci permanenti dell'Arco di Giano + scritte al neon dell'evento
- Evento inaugurale
- «Rhinoceros apud saepta» (poi rinominato «Rhinoceros AT Saepta») · grande performance urbana all'aperto al Velabro · il rinoceronte posizionato direttamente sotto l'Arco di Giano
- Mostra collegata
- «Istantanee dell'Assurdo» · dedicata a Eugène Ionesco e alla sua opera teatrale «Il Rinoceronte» del 1959
- Soggetto scolpito
- Rinoceronte bianco africano a grandezza naturale (fino a 4 m di lunghezza, 2 m al garrese) · posa stante, su quattro zampe, due corni
- Tecniche
- Polistirolo espanso ad alta densità scolpito a mano · vetroresina stratificata di irrigidimento · pieghe della pelle, dettaglio delle zampe e degli occhi scolpiti a mano · finitura bianca opaca
- Riferimento storico
- Svetonio nella Vita di Augusto racconta lo stupore dei cittadini quando l'imperatore mostrò un rinoceronte vero ai Saepta Iulia
- Riferimento letterario
- Eugène Ionesco, Il Rinoceronte, 1959 — l'opera teatrale che dà alla Fondazione il titolo della mostra inaugurale
- Il nostro ruolo
- Realizzazione completa della scultura sui disegni di ideazione di Raffaele Curi · scolpitura, irrigidimento, finitura, trasporto sul posto, installazione sotto l'Arco di Giano per la performance, successivo trasferimento nelle sale del palazzo
- Vita seconda
- Custode residente permanente del palazzo · oggi visibile alternativamente nella Rhinoceros Gallery al piano terra o sul RoofBar all'ultimo piano · galleria d'arte contemporanea aperta gratuitamente al pubblico