Cinema · 2009
Baarìa
La Bagheria di Tornatore, ricostruita a venti chilometri da Tunisi.
Dietro le quinte
Sei ettari, tre epoche,
una sola città.
Baarìa è un kolossal italiano: budget intorno ai trenta milioni di euro, di cui circa quindici spesi soltanto in scenografia. Sei ettari di set, nove mesi di preparazione, venticinque settimane di riprese, trentacinquemila comparse in costume. Tornatore vuole tre epoche distinte — anni Trenta della povertà siciliana, Cinquanta della speranza politica, Settanta dell'illusione modernista — sulla stessa fila di palazzi. La vetroresina è la risposta tecnica.
La scala monumentale
Sei ettari di set sui terreni dei Carthago Studios di Tarak Ben Ammar. Tre volte la superficie del set di Gangs of New York costruito a Cinecittà sette anni prima da Dante Ferretti per Scorsese. Cento e ventidue location esterne aggiuntive in Sicilia, in Tunisia, a Pantelleria. Trecentomila metri di pellicola girata.
Tre epoche, stessi muri
Bagheria deve apparire come negli anni Trenta, poi Cinquanta, poi Settanta. Le stesse facciate, gli stessi balconi, le stesse finestre — ma insegne diverse, vetrine diverse, persiane diverse, cornici diverse. La vetroresina permette di costruire decine di prospetti intercambiabili sullo stesso impianto urbano, da sostituire fra una settimana di riprese e l'altra.
Il giallo di Palermo
La palette è la firma siciliana: giallo senape, ocra, rosa salmone, terra di Siena. La luce di Enrico Lucidi — direttore della fotografia — la trasforma in oro quando il sole tunisino taglia i fronti. Le finiture pittoriche del laboratorio si stratificano a velatura, a spugna, a strappo, una passata alla volta, su ogni metro quadro dei sei ettari.
La mia non sarà un'operazione nostalgia, sebbene sia il mio film
più personale.
Scheda tecnica
Tre volte Gangs of New York
Sei ettari di set, edificati sui terreni dei Carthago Studios di Tarak Ben Ammar a Ben Arous, alla periferia sud di Tunisi. Per dare la misura: è circa tre volte la superficie del set di Roma antica costruito a Cinecittà nel 2001 da Dante Ferretti per Gangs of New York di Martin Scorsese. La fabbrica abbandonata viene riconvertita completamente in studio cinematografico.
Tre David di Donatello, quattordici nomination
Baarìa riceve quattordici nomination ai David di Donatello 2010, di cui tre vinti — Migliore musicista (Ennio Morricone, suo ottavo David), David Giovani per Tornatore, Miglior attore non protagonista d'insieme. Nello stesso anno: Nastro d'Argento Film dell'Anno, candidatura ai Golden Globe per il miglior film straniero. Il film è stato anche candidato italiano agli Oscar 2010.
Trentacinquemila comparse
Le scene di massa di Baarìa coinvolgono trentacinquemila comparse in costume — cifra ufficiale di produzione, mai sostanzialmente eguagliata in seguito dal cinema italiano. Duecento tecnici stabili, oltre cento attori, venticinque settimane di riprese principali. Il film aprì la sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia il 2 settembre 2009 — primo film italiano d'apertura dopo vent'anni.
Quindici milioni di scenografia
Su un budget complessivo intorno ai trenta milioni di euro, la sola scenografia costa quindici milioni — la metà esatta del film. Production designer: Maurizio Sabatini. La vetroresina permette di costruire decine di prospetti modulari intercambiabili: lo stesso edificio può apparire come anni Trenta, poi Cinquanta, poi Settanta cambiando solo le facciate. Materiale-chiave per la scala industriale del lavoro.
Tutti i dati di produzione
- Tipologia
- Lungometraggio cinematografico
- Regia e sceneggiatura
- Giuseppe Tornatore
- Production designer
- Maurizio Sabatini
- Direttore della fotografia
- Enrico Lucidi
- Musica
- Ennio Morricone (David di Donatello 2010, suo ottavo)
- Cast principale
- Francesco Scianna · Margareth Madè · Lina Sastri · Luigi Lo Cascio · Raoul Bova
- Produzione
- Medusa Film · Quinta Communications (Tarak Ben Ammar) · Mediaset Premium
- Riprese
- 9 mesi pre-produzione · 25 settimane riprese · 300.000 metri di pellicola
- Anteprima
- 2 settembre 2009, 66ª Mostra del Cinema di Venezia (film d'apertura)
- Uscita
- 25 settembre 2009 (Italia)
- Location principale
- Carthago Studios, Ben Arous — Tunisi · 6 ettari · ex-fabbrica riconvertita
- Location aggiuntive
- Bagheria · Palermo · Pantelleria · Cefalù · Castelbuono · 122 location totali
- Il nostro ruolo
- Elementi scenografici in gesso e vetroresina: facciate modulari intercambiabili per le tre epoche, cornici, fregi, dettagli architettonici barocchi siciliani, patina pittorica. Riprese del set effettuate sotto la direzione di Maurizio Sabatini.
- Riconoscimenti
- 14 nomination David 2010 (3 vinti: Morricone, David Giovani, cast d'insieme) · Nastro d'Argento Film dell'Anno · Candidatura Golden Globe miglior film straniero
- Vita seconda
- Set smontato dopo le riprese · alcune scolpiture in gesso e vetroresina rientrate nei nostri laboratori come archivio scuola scenografica siciliana barocca
Vita seconda
La Sicilia ricostruita,
poi smontata.
Il set di Baarìa è stato uno dei più grandi mai costruiti per un film italiano — sei ettari di paese siciliano ricostruito a Ben Arous, in Tunisia, ai Carthago Studios di Tarak Ben Ammar. Tre volte la superficie del set di Roma antica per Gangs of New York a Cinecittà. Quindici milioni di euro spesi solo in scenografia, 35.000 comparse in costume nelle 25 settimane di riprese.
Dopo le riprese del 2008-2009 il set è stato smontato. Le scolpiture in gesso e vetroresina più curate — cornici, fregi, dettagli architettonici barocchi siciliani — sono rientrate nei nostri laboratori come archivio di scuola scenografica. La grammatica del barocco siciliano è entrata stabilmente nel nostro repertorio per le commissioni successive di film d'epoca.
Baarìa resta nel nostro portfolio come uno dei kolossal cinematografici italiani più ambiziosi di sempre. Quattordici nomination ai David di Donatello 2010 (tre vinti, fra cui Morricone alla colonna sonora), candidatura ai Golden Globe miglior film straniero, Nastro d'Argento Film dell'Anno. La Sicilia di Tornatore, costruita dalle nostre mani.