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Marino · Roma · IT

Dal 1981 / Creation Art 2000

Cinema · 2009

Baarìa

La Bagheria di Tornatore, ricostruita a venti chilometri da Tunisi.

Storia
Chiesa siciliana barocca ricostruita a Tunisi, color senape, ancora in cantiere con gru di servizio
La chiesa, ancora in cantiere
Portale monumentale barocco siciliano color giallo senape, ricostruito a scala uno a uno con doppio ordine di colonne e fregi
Il portale che chiude il corso
Palazzo liberty siciliano color rosa salmone, persiane verdi, ringhiere in ferro battuto: l'epoca borghese di Bagheria
Una palazzina della Bagheria liberty
Facciate di palazzo popolare in finta pietra siciliana, ancora con i ponteggi attivi dopo l'intonacatura grigia
I palazzi popolari, in costruzione
Edificio finito del set, con dettagli architettonici siciliani e finiture pittoriche complete
Finiture pittoriche complete, pronto per la macchina da presa
Dettaglio scultoreo della facciata: cornici, modanature, stucchi gialli — tipici del barocco palermitano
I dettagli scultorei a piombo

Dietro le quinte

Sei ettari, tre epoche,
una sola città.

Baarìa è un kolossal italiano: budget intorno ai trenta milioni di euro, di cui circa quindici spesi soltanto in scenografia. Sei ettari di set, nove mesi di preparazione, venticinque settimane di riprese, trentacinquemila comparse in costume. Tornatore vuole tre epoche distinte — anni Trenta della povertà siciliana, Cinquanta della speranza politica, Settanta dell'illusione modernista — sulla stessa fila di palazzi. La vetroresina è la risposta tecnica.

Vista del cantiere del set di Baarìa a Tunisi: facciate ancora grezze, ponteggi attivi, palme della banlieue di Ben Arous sullo sfondo
Il cantiere di Bagheria, Ben Arous (Tunisi). Le palme tradiscono la latitudine.

La scala monumentale

Sei ettari di set sui terreni dei Carthago Studios di Tarak Ben Ammar. Tre volte la superficie del set di Gangs of New York costruito a Cinecittà sette anni prima da Dante Ferretti per Scorsese. Cento e ventidue location esterne aggiuntive in Sicilia, in Tunisia, a Pantelleria. Trecentomila metri di pellicola girata.

Tre epoche, stessi muri

Bagheria deve apparire come negli anni Trenta, poi Cinquanta, poi Settanta. Le stesse facciate, gli stessi balconi, le stesse finestre — ma insegne diverse, vetrine diverse, persiane diverse, cornici diverse. La vetroresina permette di costruire decine di prospetti intercambiabili sullo stesso impianto urbano, da sostituire fra una settimana di riprese e l'altra.

Il giallo di Palermo

La palette è la firma siciliana: giallo senape, ocra, rosa salmone, terra di Siena. La luce di Enrico Lucidi — direttore della fotografia — la trasforma in oro quando il sole tunisino taglia i fronti. Le finiture pittoriche del laboratorio si stratificano a velatura, a spugna, a strappo, una passata alla volta, su ogni metro quadro dei sei ettari.

6 ha di set · 3 volte il Gangs of New York di Cinecittà
25 settimane di riprese · 9 mesi di pre-produzione
35.000 comparse in costume nelle scene di massa
Vicolo del set ancora deserto, facciate intonacate
Un vicolo. Le case popolari della Bagheria povera, attesa di tinta finale e arredamento urbano.
Vista del corso principale di Bagheria in cantiere
Il corso. Asse principale del paese, prospettiva forzata verso il portale monumentale.
Facciate ottocentesche addossate l'una all'altra
I prospetti modulari. Le facciate in vetroresina che cambieranno con le tre epoche del film.
Strada di Bagheria a set ultimato, prima delle comparse: insegne dipinte, vetrine, persiane, dettagli urbani anni Trenta
Una strada di Bagheria, set ultimato. Subito dopo, l'invasione delle trentacinquemila comparse.
Una via secondaria di Bagheria: case in pietra color senape e rosa, balconi, una carrozza bianca con cavallo, comparse in costume anni Trenta.
Una via secondaria di Bagheria
Corteo politico con bandiere rosse del PCI — uomini in primo piano con la coppola, scena di massa girata sul set tunisino.
Il corteo del PCI
La piazza di Bagheria finita, deserta prima delle riprese: facciate ottocentesche con balaustre, prospettiva sul portale monumentale al fondo della via.
La piazza, prima dei comparse

La mia non sarà un'operazione nostalgia, sebbene sia il mio film
più personale.

Giuseppe Tornatore Il Giornale · 10 maggio 2008

Scheda tecnica

Tre volte Gangs of New York

Sei ettari di set, edificati sui terreni dei Carthago Studios di Tarak Ben Ammar a Ben Arous, alla periferia sud di Tunisi. Per dare la misura: è circa tre volte la superficie del set di Roma antica costruito a Cinecittà nel 2001 da Dante Ferretti per Gangs of New York di Martin Scorsese. La fabbrica abbandonata viene riconvertita completamente in studio cinematografico.

Tre David di Donatello, quattordici nomination

Baarìa riceve quattordici nomination ai David di Donatello 2010, di cui tre vinti — Migliore musicista (Ennio Morricone, suo ottavo David), David Giovani per Tornatore, Miglior attore non protagonista d'insieme. Nello stesso anno: Nastro d'Argento Film dell'Anno, candidatura ai Golden Globe per il miglior film straniero. Il film è stato anche candidato italiano agli Oscar 2010.

Trentacinquemila comparse

Le scene di massa di Baarìa coinvolgono trentacinquemila comparse in costume — cifra ufficiale di produzione, mai sostanzialmente eguagliata in seguito dal cinema italiano. Duecento tecnici stabili, oltre cento attori, venticinque settimane di riprese principali. Il film aprì la sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia il 2 settembre 2009 — primo film italiano d'apertura dopo vent'anni.

Quindici milioni di scenografia

Su un budget complessivo intorno ai trenta milioni di euro, la sola scenografia costa quindici milioni — la metà esatta del film. Production designer: Maurizio Sabatini. La vetroresina permette di costruire decine di prospetti modulari intercambiabili: lo stesso edificio può apparire come anni Trenta, poi Cinquanta, poi Settanta cambiando solo le facciate. Materiale-chiave per la scala industriale del lavoro.

Tutti i dati di produzione
Tipologia
Lungometraggio cinematografico
Regia e sceneggiatura
Giuseppe Tornatore
Production designer
Maurizio Sabatini
Direttore della fotografia
Enrico Lucidi
Musica
Ennio Morricone (David di Donatello 2010, suo ottavo)
Cast principale
Francesco Scianna · Margareth Madè · Lina Sastri · Luigi Lo Cascio · Raoul Bova
Produzione
Medusa Film · Quinta Communications (Tarak Ben Ammar) · Mediaset Premium
Riprese
9 mesi pre-produzione · 25 settimane riprese · 300.000 metri di pellicola
Anteprima
2 settembre 2009, 66ª Mostra del Cinema di Venezia (film d'apertura)
Uscita
25 settembre 2009 (Italia)
Location principale
Carthago Studios, Ben Arous — Tunisi · 6 ettari · ex-fabbrica riconvertita
Location aggiuntive
Bagheria · Palermo · Pantelleria · Cefalù · Castelbuono · 122 location totali
Il nostro ruolo
Elementi scenografici in gesso e vetroresina: facciate modulari intercambiabili per le tre epoche, cornici, fregi, dettagli architettonici barocchi siciliani, patina pittorica. Riprese del set effettuate sotto la direzione di Maurizio Sabatini.
Riconoscimenti
14 nomination David 2010 (3 vinti: Morricone, David Giovani, cast d'insieme) · Nastro d'Argento Film dell'Anno · Candidatura Golden Globe miglior film straniero
Vita seconda
Set smontato dopo le riprese · alcune scolpiture in gesso e vetroresina rientrate nei nostri laboratori come archivio scuola scenografica siciliana barocca

Vita seconda

La Sicilia ricostruita,
poi smontata.

Il set di Baarìa è stato uno dei più grandi mai costruiti per un film italiano — sei ettari di paese siciliano ricostruito a Ben Arous, in Tunisia, ai Carthago Studios di Tarak Ben Ammar. Tre volte la superficie del set di Roma antica per Gangs of New York a Cinecittà. Quindici milioni di euro spesi solo in scenografia, 35.000 comparse in costume nelle 25 settimane di riprese.

Dopo le riprese del 2008-2009 il set è stato smontato. Le scolpiture in gesso e vetroresina più curate — cornici, fregi, dettagli architettonici barocchi siciliani — sono rientrate nei nostri laboratori come archivio di scuola scenografica. La grammatica del barocco siciliano è entrata stabilmente nel nostro repertorio per le commissioni successive di film d'epoca.

Baarìa resta nel nostro portfolio come uno dei kolossal cinematografici italiani più ambiziosi di sempre. Quattordici nomination ai David di Donatello 2010 (tre vinti, fra cui Morricone alla colonna sonora), candidatura ai Golden Globe miglior film straniero, Nastro d'Argento Film dell'Anno. La Sicilia di Tornatore, costruita dalle nostre mani.