Mostra museale · Roma · Bruxelles · Roma · 2016 — 2018
Archivio di Ebla
Un palazzo siriano del 2300 avanti Cristo, ricostruito sedici metri quadri alla volta dentro il Colosseo.
Dietro le quinte
La pietra non c'era.
Si è dovuta sbriciolare.
La muratura dell'Archivio Reale di Ebla, nei reperti archeologici, è in mattoni crudi — argilla seccata al sole, non cotta. È un materiale che invecchia sbriciolandosi: la sua texture è fatta di crepe, friabilità, polvere. Per ricostruirla 1:1 in laboratorio servono tre passaggi tecnici: il modello a mano in polistirolo per la forma, il calco in lattice per il dettaglio, la vetroresina per la stabilità nel trasporto. Tre passaggi che le stampanti 3D del 2016 ancora non sapevano riprodurre.
Polistirolo a mano
La fase iniziale è di pura scultura. Su blocchi di polistirolo espanso tagliati a misura, gli stuccatori riproducono mattone per mattone la tessitura del muro siriano — tutto a mano, riga per riga, fino al singolo angolo sbriciolato. È il momento in cui la macchina non serve: serve solo la pazienza di chi sa leggere una foto archeologica.
Vetroresina su acciaio
Dal modello scolpito si tira un'impronta in lattice — flessibile, capace di cogliere il dettaglio delle crepe — e da quella si cola la copia definitiva in vetroresina. Sotto, una struttura portante in acciaio permette alla Sala di essere smontata, caricata su un trailer, viaggiare al Colosseo, poi a Bruxelles, poi alla Sapienza, e essere rimontata ogni volta intatta.
Il trittico
La mostra al Colosseo presenta tre ricostruzioni, ognuna fatta con la tecnica che il soggetto richiedeva. La Sala dell'Archivio (Creation Art, vetroresina) per la muratura friabile. Il Toro androcefalo di Nimrud di Nicola Salvioli in polistirolo + travertino, alto cinque metri. Il soffitto del Tempio di Bel di Palmira in stampa 3D dello studio TryeCo 2.0 di Ferrara, per i dettagli ornamentali piatti. Cura immersiva di Studio Azzurro.
Ciò che l'ISIS ha distrutto
può essere ricostruito.
Scheda tecnica
Sedici metri quadri, fatti a mano
La Sala dell'Archivio di Ebla è una ricostruzione 1:1 della stanza dell'archivio reale del Palazzo Reale G — 2300 avanti Cristo. Sedici metri quadri di muratura in crudo, pareti alte fino a 120 cm, fatte con tre passaggi tecnici: modello in polistirolo scolpito a mano, calco in lattice per il dettaglio, copia definitiva in vetroresina su struttura portante in acciaio. Un mese e mezzo di lavoro nel nostro laboratorio Creation Art. Supervisione scientifica di Frances Pinnock, Sapienza.
Diciassettemila tavolette
L'archivio reale di Ebla è stato rinvenuto da Paolo Matthiae e dalla missione archeologica della Sapienza fra il 1974 e il 1976: oltre 17.000 tavolette e frammenti in caratteri cuneiformi, scritte fra il 2500 e il 2250 a.C. È la più antica biblioteca amministrativa-diplomatica del Vicino Oriente conosciuta — e ha permesso di ricostruire la lingua eblaita, una semitica fino ad allora ignota.
Quattromilatrecentocinquanta anni di pace
Fra le tavolette c'è il trattato Ebla–Abarsal, datato ca. 2350 a.C.: quasi 4.350 anni fa. Definisce relazioni commerciali e diplomatiche fra le due città-stato siriane ed è il più antico trattato internazionale di cui ci sia testimonianza. Il 5 aprile 2017 viene esposto al Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles, durante la Brussels Conference on Supporting the Future of Syria and the Region, presentato da Federica Mogherini e Angelino Alfano. Un trattato di pace di 4.350 anni fa, dentro la sala dove si discute la pace di oggi.
Tre sedi: Colosseo, Bruxelles, Sapienza
La Sala dell'Archivio viene smontata e rimontata tre volte. Colosseo, 6 ottobre – 11 dicembre 2016: inaugurazione del Presidente Mattarella, ministro Franceschini, presidente del Consiglio Gentiloni. Bruxelles, Palazzo Justus Lipsius, 4–5 aprile 2017: esposizione all'atrio del Consiglio UE durante la conferenza sulla Siria, presentata da Federica Mogherini. Sapienza, edificio Marco Polo, dal 13 dicembre 2018: esposizione permanente. La struttura in vetroresina su acciaio resta intatta dopo tre trasporti.
Tutti i dati di produzione
- Tipologia
- Mostra museale · ricostruzione archeologica 1:1 · scenografia da trasportare fra più sedi
- Titolo della mostra
- "Rinascere dalle distruzioni — Ebla, Nimrud, Palmira" (Colosseo); "Ebla. A new culture, a new language, a new history" (Bruxelles)
- Curatori
- Francesco Rutelli (Associazione Incontro di Civiltà) · Paolo Matthiae (archeologo scopritore di Ebla, Sapienza)
- Supervisione scientifica
- Frances Pinnock, Sapienza Università di Roma
- Committente
- Associazione Incontro di Civiltà · Fondazione Terzo Pilastro–Italia e Mediterraneo (Emmanuele F.M. Emanuele)
- Patrocinio
- UNESCO · Soprintendenza Speciale Colosseo (F. Prosperetti)
- Editore catalogo
- Electa
- Inaugurazione Colosseo
- 6 ottobre 2016 · Presidente Mattarella, ministro Franceschini
- Apertura al pubblico
- 7 ottobre – 11 dicembre 2016 (Colosseo)
- Bruxelles, Consiglio UE
- 4–5 aprile 2017 · Palazzo Justus Lipsius · presentata da Federica Mogherini e Angelino Alfano
- Sapienza permanente
- Dal 13 dicembre 2018 · edificio Marco Polo, Sapienza Università di Roma
- Trittico — opera 1
- Sala dell'Archivio di Ebla — Creation Art: polistirolo + vetroresina su acciaio
- Trittico — opera 2
- Toro androcefalo di Nimrud (Nicola Salvioli): polistirolo + resina + travertino, ~5 m altezza
- Trittico — opera 3
- Soffitto del Tempio di Bel di Palmira (TryeCo 2.0, Ferrara): stampa 3D
- Allestimento immersivo
- Studio Azzurro
- Il nostro ruolo
- Ricostruzione 1:1 della stanza dell'archivio reale del Palazzo G di Ebla. Modellazione manuale in polistirolo, calco in lattice, copia definitiva in vetroresina su struttura portante in acciaio. Tavolette cuneiformi in argilla riprodotte singolarmente. Lavorazione nel laboratorio di Lavorazione nei nostri laboratori, agosto–settembre 2016.
- Distruzioni recenti
- Nimrud (Iraq, marzo 2015) e Palmira (Siria, agosto 2015) sono state distrutte da ISIS. Ebla ha subito danni da scavi clandestini e dalla guerra civile siriana, non distruzione iconoclasta documentata.