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Marino · Roma · IT

Dal 1981 / Creation Art 2000

Chi siamo

Dal 1981.
La storia di Ivano.

Creation Art è un laboratorio di scenografia. Ma prima di essere un laboratorio è una persona: Ivano Ferrario, entrato a bottega come ragazzo nel 1981 e da allora dentro il cinema italiano. Questa pagina racconta come ci siamo arrivati.

44 anni nel cinema · una sola squadra · un solo mestiere

Dalla pelletteria al cinema.

Ivano arriva al cinema per una porta laterale. Aveva finito la terza media — «bocciato due volte, la scuola non mi piaceva» — ed era andato a fare il pellettiere. Cinque anni a cucire ventiquattro ore e portadocumenti, poi in proprio. Poi le botteghe della pelletteria iniziano a chiudere: «l'artigiano andava a morire».

«Tramite un amico mi ha portato a iniziare questo mestiere che faccio adesso. Ho iniziato a Cinecittà — Dino De Laurentiis, su un film che abbiamo fatto noi.» Ivano Ferrario

Nel 1981 entra come ragazzo di bottega nel reparto stuccatori. Cinque-sei anni dopo è capostuccatore. È dentro la produzione: un'unione di capireparto — capo falegname, capo pittore, capostuccatore — che si forma per ogni film. Squadre di mestiere, non aziende.

Ivano Ferrario presenta la ricostruzione 1:1 della Sala dell'Archivio di Ebla al Colosseo, mostra inaugurata dal Presidente Mattarella nel 2016
Ivano nei nostri laboratori (allora Arte Idea) durante la realizzazione della Sala dell'Archivio di Ebla.

Carlo Maggi. Mario Cotone.

Le due figure decisive della formazione di Ivano hanno due nomi. Carlo Maggi, capostuccatore di cinema all'estero, prima — vent'anni insieme, da quando Ivano aveva ventitré anni. Mario Cotone, line producer di Bertolucci e Benigni, dopo: Piccolo Buddha, L'imperatore, Pinocchio.

«Mario Cotone era diventato per me come un padre, mi voleva più bene che al figlio. Dal lui mi sono lanciato nel mondo del cinema, sui grandi film. Da lì abbiamo iniziato a fare belle cose insieme.» Ivano Ferrario

Carlo Maggi gli insegna la mano e il mestiere — il modo di lavorare lo stucco a misura del set. Mario Cotone gli insegna come si gestisce un film: i tempi, i budget, la pazienza con gli scenografi. «Carlo Maggi ha sempre creduto in Ivano», dice ancora oggi.

Mario Cotone, line producer di Bertolucci, Tornatore e Scorsese, fotografato accanto al direttore della fotografia Tonino Delli Colli
Mario Cotone con Tonino Delli Colli.

Perché Creation Art nasce nel 2000.

Per quasi vent'anni Ivano è dentro la produzione — gruppi di operai pagati settimanalmente, capi reparto che si formano film per film. C'è un problema strutturale, però: nessuno sa quanto costa davvero una scenografia. Le produzioni vedono un capostuccatore prendere cinquanta milioni di lire alla settimana e non riescono a tradurre quei numeri in oggetti.

«Allora siamo nati noi come laboratori. La produzione ci dà i disegni, noi facciamo un preventivo. Questo costa dieci, non costa né nove né undici. Costa dieci. È così che sono nati i laboratori indipendenti come il mio — dall'esigenza di un'azienda verticale su questo mestiere.» Ivano Ferrario · sulla fondazione di Creation Art

Nel 2000 Ivano firma da solo. Il primo grande film tutto della propria azienda è Pinocchio di Benigni, 2002: due squadre in parallelo, una nei laboratori e una in trasferta a Papigno. Da allora Creation Art è l'interlocutore tecnico delle produzioni — quello che traduce un bozzetto in un preventivo onesto e in un oggetto consegnato.

Un nostro operaio lavora a un capitello scenografico nei laboratori — vista dal piazzale, sotto la luce del capannone
Vista dei nostri laboratori. La parte più importante dell'azienda non sono le foto del set finito — è il piazzale in cui i pezzi prendono forma.

I tappeti in lattice per Tornatore.

Un episodio che racconta meglio di altri come lavora Creation Art. Malèna, 2000. Giuseppe Tornatore vuole girare in piazza Duomo a Ortigia, Siracusa — il pavimento storico non si può toccare, le macchine da presa pesano, le carrozze rovinerebbero la pietra. La produzione blocca le riprese.

«Mi sono inventato i tappeti in lattice. Facciamo gli stampi, gettiamo il lattice sopra con la lana di vetro, diventa un tappeto. Abbiamo ricoperto tutta la piazza di Ortigia con un pavimento d'epoca finto, dove sopra ci camminavano i cavalli e tutto quanto. Peppuccio mi diceva: brevettiamolo, siamo stati i primi.» Ivano Ferrario · su Malèna di Giuseppe Tornatore

Da allora la tecnica è diventata patrimonio del settore. Permette di girare su superfici protette — sampietrini di Roma, pavimenti monumentali, piazze barocche — senza danneggiare nulla. È nata da un problema specifico, sul set, sotto pressione.

Sala capitolare in lavorazione per Il Nome della Rosa — capitelli e archi gotici scolpiti dai laboratori Creation Art
Il Nome della Rosa · cantiere della sala capitolare. Trent'anni di tecnica artigianale in un colpo solo: stucco, lavorazione del legno, scolpitura.

Quarantaquattro anni nello stesso posto.

Ivano è dentro Cinecittà ininterrottamente dal 1981. Quando gli si chiede cosa distingue Creation Art dalle altre due o tre aziende del settore, non risponde con la tecnica — risponde con il rapporto.

«Quando uno scenografo arriva a Cinecittà, mi conosce da anni. Hai fiducia. Riesci a entrare nella testa dello scenografo, gli risolvi i problemi senza fargli mille domande. Quella è un'arma vincente. Se gli scenografi chiedono a Cinecittà, dicono: con Ivano si lavora bene.» Ivano Ferrario

Tra il 2012 e il 2014 Cinecittà attraversa una crisi profonda. I pagamenti rallentano, le aziende del settore si ritirano una dopo l'altra. Creation Art resta.

«Era un momento molto critico, molto brutto. Le aziende se n'erano andate, ero rimasto solo io. Ho dovuto vendere cose personali per pagare gli operai. Sono sempre stato vicino nei momenti brutti.» Ivano Ferrario · sulla crisi di Cinecittà 2012-2014
Ivano Ferrario nei nostri laboratori, gennaio 2018 — al lavoro accanto a un pezzo scenografico in lavorazione
Ivano su un set.

Il laboratorio oggi.

Il laboratorio del 1981 era tutto a mano. Quello del 2026 alterna tre capability: il braccio robotico CNC che sgrossa il polistirolo a velocità cinque volte superiore al manuale, la Morbidelli N100 della SCM in falegnameria che fresa pannelli di legno a partire da file vettoriali, e gli scolpitori a mano che rifiniscono ogni pezzo prima della consegna.

La Morbidelli N100 della SCM nei nostri laboratori — centro di lavoro CNC per il legno, fresa pannelli di compensato e MDF seguendo file vettoriali
Morbidelli N100 SCM — centro di lavoro CNC per il legno, nei nostri laboratori di falegnameria.
Un nostro dipendente rifinisce a mano un capitello corinzio in vetroresina, con stecca e attrezzi da scultura
Rifinitura a mano di un capitello corinzio — lo scolpitore al banco.
«La differenza fra una bottega e un'industria è semplice: chi entra in laboratorio dalla porta non sa dire quale pezzo è uscito dal robot e quale è stato fatto a mano. Quando lo distingui, abbiamo sbagliato qualcosa.» Ivano Ferrario · sul mestiere di oggi

Straccaletto.

Nel cinema italiano Ivano Ferrario è conosciuto come Straccaletto. È un soprannome di mestiere, venuto da molto lontano. A Cinecittà funziona meglio del cognome.

«Se dici Ivano nessuno mi conosce al cinema. Se dici Straccaletto, sì. Quando sono andato a fare Piccolo Buddha in Nepal, sul volo aereo m'avevano scritto: arriva Straccaletto. È la stessa persona.» Ivano Ferrario · sul proprio soprannome

Sul sito firmiamo Creation Art — perché è il nome legale dell'azienda dal 2000, ed è il nome con cui si fanno i preventivi. Ma chi è del settore sa che dietro c'è Straccaletto.

Uno dei quattro cavalli delle quadrighe di San Marco sospeso da una gru — in lavorazione per The Young Pope di Sorrentino
The Young Pope · uno dei cavalli delle quadrighe di San Marco, sospeso da una gru durante l'installazione. Il tipo di lavorazione su cui Creation Art si è specializzata.

Le date

  1. 1981

    Ivano entra in laboratorio come ragazzo di bottega, sezione stuccatori. Era arrivato al cinema dalla pelletteria — «l'artigiano andava a morire, un amico mi ci ha portato».

  2. 1986

    Dopo cinque anni diventa capostuccatore. Inizia a girare i set come parte della squadra di Carlo Maggi: ventennale, formativa, internazionale.

  3. 1990

    «Piccolo Buddha» di Bertolucci. Mario Cotone lo manda in Nepal a fare gli stucchi. È l'inizio di un rapporto che durerà tutta la vita — «per me era diventato come un padre».

  4. 2000

    Nasce Creation Art. La fondazione è una risposta tecnica a un problema delle produzioni: capire davvero quanto costa una scenografia.

  5. 2002

    «Pinocchio» di Benigni. Cotone gli dice: «il prossimo film lo fai da solo». Due squadre in parallelo — una in laboratorio, una in trasferta a Papigno.

  6. 2012-2014

    Cinecittà attraversa una crisi profonda. Le altre aziende se ne vanno. «Sono rimasto solo io. Ho dovuto vendere cose personali per pagare gli operai».

  7. Oggi

    Quarantaquattro anni di rapporto continuativo con Cinecittà. Tremila metri di laboratorio sui Castelli Romani. Cinema, parchi, mostre, brand.

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